Psicoterapia ed EMDR in Ancona: innamoramento e sessualità

Una delle cause di maggior sofferenza nella vita di tutti noi riguarda le relazioni amorose.

Tutte le forme d’arte concentrano i loro interesse principalmente sul sentimento d’amore mentre i padri della psicoanalisi, Freud in modo particolare , identificano nell’eros, una delle due forze pulsionali dell’individuo insieme a thanatos (morte). Istinto di vita, libido, pulsione erotica sono termini che esprimono lo stesso concetto, quello di amore.

Con tale termine ci si riferisce a diversi tipi di relazioni: amore genitoriale, filiale, fraterno, amore passionale, inteso quest’ultimo come un rapporto tra persone di sesso opposto o dello stesso sesso, che alla componente affettiva coniuga quella erotico-sessuale.

 

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Quando ci si comincia ad innamorare?

Intendendo l’amore nell’accezione sopra chiarita di scambio reciproco di affetto e sessualità, l’adolescenza segna l’inizio dei primi interessi per un possibile partner. In tale periodo le vicende amorose si connettono fortemente a processi d’idealizzazione dell’altro/a e allo sviluppo della propria identità.

L’ investimento affettivo che durante l’infanzia era diretto su  oggetti interni alla famiglia (i genitori) ora si sposta fuori dal nucleo familiare; a tale investimento si associano i processi psicofisici della pubertà, e la slatentizzazione delle pulsioni sessuali.  La comparsa dei caratteri sessuali secondari (seno, fianchi arrotondati, peli pubici, barba) turba l’adolescente, che deve gradualmente accettare il cambiamento del suo corpo e dunque della sua identità.

Le sensazioni corporee connesse alle stimolazioni  fisiche e/o alle fantasie incentrate sulla zona genitale possono suscitare reazioni emotive  differenti in base al tipo di educazione ricevuta in famiglia sulla sessualità. Dunque, gli adolescenti possono vivere le sensazioni erotiche con vergogna, rifiuto, piacere, ansia, difficoltà di controllo, ecc.

L’educazione sessuale

L’educazione sessuale inizia “subito”, nel senso che gli adulti trasmettono inconsapevolmente ai propri figli il loro atteggiamento verso la sessualità. Se i genitori vivono tale componente in modo ansioso, faticheranno a parlarne o lo faranno con imbarazzo, vergogna, comunicando ai figli le proprie difficoltà interne.

Se la sessualità è integrata nella personalità degli adulti, essa sarà vissuta serenamente, pertanto se ne parlerà con naturalezza e si comunicheranno le informazioni sessuali in un clima affettivo. L’associazione fra sessualità e affettività è l’aspetto più importante da trasmettere ai figli, perché integra le due componenti  evitando  difese dissociative che vengono messe in atto per proteggersi dall’ansia.

Trovare le parole giuste per “spiegare la sessualità ai figli” è un falso problema perché quando abbiamo le idee chiare sui contenuti da comunicare, le modalità espositive adatte all’età del minore si reperiscono facilmente

Talvolta  i genitori si astengono dal comunicare persino le informazioni sessuali più elementari, delegando il compito alle istituzioni scolastiche o ai coetanei dei figli; tale atteggiamento veicola comunque l’ansia con cui gli adulti vivono la loro sessualità ed il messaggio che contenga qualcosa di così sbagliato che è meglio evitarla in tutti i modi.

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