Maltrattamento psicologico sui minori

Le categorie e i segnali per individuare il disagio del maltrattamento sui minori

Il maltrattamento si identifica ne “gli atti e le carenze che turbano gravemente i bambini e le bambine, attentano alla loro integrità corporea, al loro sviluppo fisico, affettivo, intellettivo e morale, le cui manifestazioni sono la trascuratezza e/o lesioni di ordine fisico e/o psichico e/o sessuale da parte di un familiare o di terzi”(Consiglio d’Europa, Strasburgo 1978).
Maltrattamento e abuso sono fenomeni da sempre presenti nella nostro contesto culturale, il fatto che se ne parli maggiormente, non e’ sicuramente indice di un loro incremento, ma, al contrario, di una maggiore sensibilità verso i problemi dell’infanzia.
L’importanza rivestita dai soggetti in età evolutiva all’interno della famiglia e della società è rimasta estremamente marginale fino all’avvento della cultura borghese, che sottolineò la centralità dell’educazione della prole ,ma esclusivamente in virtù del fatto che in tal modo si potevano “addestrare” cittadini fedeli allo stato e alle sue leggi.
La costituzione in Italia di un Tribunale dei Minorenni, nel 1934, ha in realtà lo scopo di difendere la cittadinanza dalla delinquenza minorile; è solo nel 1948 che la Repubblica italiana legittima la tutela della famiglia, dell’infanzia e della gioventù mediante apposite leggi
Il pediatra inglese Kempe nel 1963 elabora per primo una definizione scientifica delle varie forme di maltrattamento, delegittimando apertamente la convinzione antica che alcune forme di violenza fossero normali pratiche educative.
Nel 1989 l’ONU elabora la dichiarazione dei Diritti dell’Infanzia, che viene ratificata dall’Italia nel 1991 con la legge n.176.
La rilevazione delle situazioni di maltrattamento e abuso è stata sicuramente incrementata dall’attenzione che la nostra cultura pone alla tutela dell’infanzia, ma anche dal rilievo che i mass-media attribuiscono ai suddetti fenomeni : la conoscenza della diffusione di tali casi e della possibilità di avere aiuto e sostegno, rende più facile alle vittime denunciare la propria situazione.

Il termine maltrattamento è spesso usato come sinonimo di “abuso”, che indica tutte le forme di violenza ai minori(child abuse), esse sono state inglobate in 4 categorie, in base alla tipologia delle azioni che provocano il danno, anche se spesso coesistono più forme di maltrattamento contemporaneamente. Le 4 categorie sono: maltrattamento psicologico, maltrattamento fisico, trascuratezza e abuso sessuale.

Cominciamo con l’analizzare il maltrattamento psicologico

maltrattamento psicologico sui minori

Il maltrattamento psicologico sui minori

È la forma più diffusa e frequente di abuso, quella di cui tutti noi abbiamo fatto esperienza almeno qualche volta, e, nonostante sia presente in tutti i tipi di maltrattamento e provochi i danni più gravi, non viene menzionata dal codice penale , ne’ ottiene dai mass media lo stesso rilievo degli abusi sessuali.
Tutto ciò è in gran parte dovuto alla difficoltà di sganciare i comportamenti maltrattanti da alcune convinzioni pedagogiche tipiche della nostra cultura, e dalla fatica ad individuare la situazione di maltrattamento che spesso è al limite tra un’educazione troppo rigida ed il lassismo.
Una definizione abbastanza condivisa è quella che presenta il maltrattamento psicologico come l’insieme dei comportamenti verbali e non verbali dell’adulto, che comunicano al minore la sensazione di non valere, di non essere amato e voluto e di poter assumere valore solo nella misura in cui soddisfa i bisogni degli adulti di riferimento.
Per poter parlare di maltrattamento le situazioni sopra descritte debbono essere continuative e durature; esse sono così ambigue e poco definite che rendono impossibile al bambino strutturare atteggiamenti difensivi che gli consentano di sviluppare una sia pur minima integrità dell’io, come può accadere nelle situazioni di maltrattamento fisico e abuso sessuale.
In tali ci costanze infatti la violenza è più facilmente individuabile e può determinare reazioni difensive, in cui risulta chiara al soggetto la sua situazione di vittima.
L’ambiguità con cui si verificano gli abusi psicologici mistifica i ruoli di vittima e carnefice, lasciando il bambino in una perenne condizione di inadeguatezza e colpa.

Maltrattamento psicologico sui minori: chi è il genitore maltrattante?

È un soggetto che non è in grado di percepire il figlio come un individuo dotato di un’individualità separata dalla propria, con bisogni e desideri autonomi, il bambino vissuto come un proprio prolungamento, su cui vengono proiettati i propri bisogni, nel tentativo di risolvere tramite lui gli antichi conflitti di personalità mai elaborati.
L’adulto si rapporta col proprio figlio non per quello che egli veramente è, ma in base a come lo vorrebbe, determinando nella vittima una continua inibizione della propria impulsività con forti sensi di colpa ogni volta che emergono sensi di rabbia e impulsi libidici.
Il bambino struttura un falso sé che gli dà l’illusoria sensazione di mantenere il rapporto col genitore, nella certezza che, facendo emergere il vero sé, l’adulto lo abbandonerebbe.
Diventa dunque impossibile sviluppare l’ autonomia , mentre la conferma del mondo esterno diventa vitale e qualunque situazione nuova diventa una minaccia per l’ impalcatura difensiva su cui si regge la personalità.
La sensazione di essere amati per il semplice fatto di esistere è assente, e l’affetto viene considerato come un premio da meritare, con forti sensi di rabbia ogni volta che il mondo esterno non “ricompensa” i propri sforzi.
Quali sono i segnali che fanno pensare ad una situazione di maltrattamento psicologico?
Gli indicatori sono molti, e tutti aspecifici, maggiore è la gravità della situazione , più
Il bambino tende a somatizzare il disagio, non essendo in grado di denunciare la situazione.

  • Area somatica:
    Ritardi nello sviluppo somatico
    Tendenza ad ammalarsi
    Enuresi, encopresi, disordini alimentari e del sonno

 

  • Area sociale e cognitiva
    Ritardo mentale o livello intellettivo limite
    Problemi scolastici
    Difficoltà di socializzazione, vischiosità

 

  • Area dei disturbi mentali e delle difficoltà a gestire emozioni e comportamenti
    Iperattività
    Nevrosi-psicosi -depressione
    Tentato suicidio, autolesionismo, aggressione
    Instabilità emozionale, ridotta sensibilità emozionale
    Sentimenti di vergogna e colpa; confusione mentale
    Uso di droghe, prostituzione

 

  • Area degli adattamenti
    Difficoltà ad organizzarsi
    Bassa stima di sé
    Scarse capacità di adattarsi agli altri coetanei
    Alterazione delle modalità di attaccamento interpersonale
    Pseudo maturità, assunzione di ruoli impropri (adultizzazione precoce, assunzione impropria di ruoli genitoriali)
    Distruttività, crudeltà verso persone e animali
    Ansietà simbiotica nelle separazioni o in presenza di estranei
    Abitudini improprie e/o stereotipate (succhiare, mordere, dondolarsi)
    Bambino che non gioca, non ha fantasia
    Impulsività, comportamenti di sfida, capricciosità elevata
    Bambino che passa da comportamenti troppo esigenti a comportamenti troppo accondiscendenti

Alcune delle azioni dell’adulto che possono configurare una situazione di maltrattamento psicologico sono le seguenti:

-minacce di abbandono se il minore non sa o non vuole comportarsi nei modi richiesti
-squalifiche, connotazioni di comportamenti o caratteristiche personali, volte ad indurre sentimenti di vergogna, inferiorità psichica, umiliazione
-assenza o grave carenza di comportamenti di sostegno e conferma per le capacità emergenti del bambino e dell’adolescente
-pressioni psicologiche volte a realizzare coalizioni a danno di altri componenti della famiglia
-minacce volte a scoraggiare vicinanze affettive indesiderate; manovre volte a far militare qualcuno in uno dei campi contrapposti, contro l’interesse del minore.

Nel prossimo articolo approfondiremo il maltrattamento fisico.

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